Archivio mensile:Luglio 2020

Ecobonus 110%

ECOBONUS 110%: Riflessioni su come agire

Ecobonus 110%: Sei interessato al Super Ecobonus 110% per ristrutturare la tua villa?

Ecco cosa devi sapere prima di iniziare 

Ecobonus 110% è una forma di incentivazione lo Stato Italiano consente a chi effettua una serie di interventi di miglioramento energetico (cappotti termici, coibentazioni, impianti fotovoltaici, pompe di calore, ecc) sul proprio immobile (immobile unifamiliare o villetta a schiera con acceso indipendente) e che innalzano di due livelli la Classe Energetica dell’edificio, di portare in detrazione, non più il 50/65%, ma bensì il 110% del costo sostenuto IN 5 ANNI (e non più in 10).

Di questo credito fiscale da Super Ecobonus 110%  ne possono beneficiare:

– o il cittadino che fa i lavori sul suo immobile detraendo direttamente

– o l’azienda fornitrice dei lavori a cui il cittadino cede il beneficio fiscale con il meccanismo dello sconto in fattura

– o la banca a cui il cittadino cede il beneficio fiscale con il meccanismo della cessione del credito

 

Super Ecobonus 110%: Chi può fare lo sconto in fattura

Non tutte le aziende si possono permettere lo sconto in fattura, infatti, solo le grandi aziende con grandi volumi d’affari hanno la forza per farlo, visto l’enorme investimento che questo comporta.

Ad esempio noi di Novotecna non facciamo sconto in fattura, perché pur essendo una impresa di non piccole dimensioni abbiamo già impiegato la nostra capienza fiscale.

Quindi l’opzione che più facilmente riuscirete ad ottenere vista la situazione del mercato italiano sarà portare voi stessi in detrazione questi costi o ricorrere ad una banca.

Lo Stato Italiano consente anche di cedere il credito alle banche che “ti finanziano” il costo per acquistare ciò che ti serve per interventi di miglioramento energetico.

A primo impatto, potrebbe sembrare una soluzione conveniente ma conti alla mano non è proprio così.

Secondo noi di Novotecna la scelta più conveniente per te è di detrarre tu stesso questi costi.

Scopriamo insieme perché.

 

 

Sei un Contribuente CAPIENTE o INCAPIENTE?

Tutto quello di cui parleremo NON vale per il Contribuente INCAPIENTE (Es: P.Iva regimi minimi) ovvero, che non ha IRPEF da pagare o che l’ha molto bassa, perché non avrebbe oggettivamente nessun credito da esigere.

Questi soggetti ovviamente possono accedere al SUPER ECOBONUS 110% ma hanno solo 1 possibilità

– cedere il credito all’impresa che fa i lavori

Il Contribuente CAPIENTE (es: hai p.iva non in regime agevolato, dipendenti pubblici, pensionati, o chi ha una capienza fiscale tale da coprire l’importo dei lavori) ha 2 possibilità:

  1. a) Compensare i lavori nella propria dichiarazione dei redditi in 5 anni, il credito derivante da SUPER ECOBONUS 110% (guadagnandoci anche il 10% in più sulla quota dei lavori di 100) e recuperare tutto in busta paga/pensione.
  2. b) Farsi finanziare dalla Banca o cederle il proprio credito

Se fai parte di questo gruppo, noi crediamo che per te l’opzione più utile sia proprio compensare i lavori nella tua dichiarazione dei redditi e non cedere il tuo credito a nessuno.

 

 Compensazione lavori per Contribuenti Capienti, esempio numerico

Per essere un Contribuente “Capiente” devi avere una capienza fiscale (cioè una quantità di tasse da pagare nei 5 anni) tale  da recuperare i costi sostenuti: ad esempio un contribuente che paga € 22.000 all’anno di IRPEF, avrà una capienza fiscale nei 5 anni di € 110.000, e potrà compensare crediti fiscali da Super Ecobonus 110% fino a € 110.000 (il che vuol dire lavori per circa 100.000 + 10% = 110.000).

In altre parole se quel contribuente spende per lavori € 100.000 avrà diritto a un credito fiscale da super ecobonus del 110% e quindi ad un credito di € 110.000 che potrà recuperare in busta paga a € 22.000 per ogni anno cioè si troverà in busta paga ogni anno, e per 5 anni, € 110.000 in più.

Non so se adesso ti rendi conto… se cedessi questo credito perderesti buona parte di questi soldi. Ma non finisce qui…. Continua a leggere.

 

 

Super Ecobonus 110%: Cedere il credito alla banca quanto è complicato e oneroso?

Da quello che hanno dichiarato i due Colossi bancari italiani INTESA e UNICREDIT la strategia bancaria per assistere i clienti che sono interessati a cedere il credito è riassumibile come segue:

1° passo: prestito ponte per consentire al cliente di avere la liquidità di pagare l’impresa che fa i lavori

2° passo: cessione del credito dal Cliente alla Banca

 

Vediamo qualche questione sull’Ecobonus 110%:

–             A cosa serve il prestito ponte? Un credito per essere ceduto, come recita il Codice Civile vigente, deve essere CERTO, LIQUIDO ed ESIGIBILE; in sostanza i lavori devono essere eseguiti e non ci devono essere contestazioni.

 

Ai fini fiscali la Agenzia delle Entrate ha chiarito che il credito fiscale sarà esigibile (cioè compensabile) a partire dal 29 febbraio dell’anno successivo a quello in cui si fanno i lavori.

 

In pratica se si fanno i lavori nel 2020 il credito potrà essere ceduto a decorrere dal 29 Febbraio 2021.

 

Poiché i lavori si fanno nel 2020 e l’impresa deve essere pagata subito, al Contribuente serve la liquidità subito e non dopo il 29 Febbraio del 2021. Ecco a cosa serve il prestito ponte.

 

–             In cosa consiste la cessione del credito alla banca? In pratica il contribuente che ha acquisito questo beneficio fiscale per aver fatto i lavori, lo trasferisce alla banca. Questa però non finanzierà mai l’intero importo visto che essa stessa lo dovrà recuperare dalle proprie tasse in 5 anni e si assume una serie di rischi elevati.

 

–             Quanto costa al Contribuente tutta l’operazione di prestito ponte e cessione del credito? Non essendo partito il meccanismo di cessione (mancano le circolari attuative) non si ha ad oggi la certezza dei costi ma operatori qualificati ritengono che il costo complessivo dell’operazione tra interessi, sconti del credito, costi di gestione pratica ed altro si aggiri intorno al 25%-30% sul valore del credito ceduto. Quindi per semplificare non otterrò un finanziamento al 100% ma al 70%, il restante 30% lo dovrà comunque mettere il contribuente.

 

A questo punto è utile domandarsi.

 

Al Contribuente CAPIENTE conviene di più effettuare la cessione del Credito alla banca o detrarre direttamente facendosi finanziare usando forme di finanziamento classiche (ad esempio un mutuo ristrutturazione classico)?

Sulla base di analisi di mercato, è facile verificare che i tassi attualmente in vigore presso le Banche per i mutui di ristrutturazione, sono dello 1% -1,5%.

Quindi tornando al nostro contribuente dell’esempio, che ha una capienza fiscale di €/anno 22.000, e che effettua lavori di riqualificazione energetica per un totale di € 100.000 potrà:

–             Contrarre un Mutuo ristrutturazione a 10 anni di € 100.000 al tasso dello 1,5% e rimborsare alla fine la somma di € 108.434 (con una quota interessi di € 8,434 in 10 anni)

–             Detrarre € 110.000 di IRPEF, recuperando anche gli interessi bancari.

Quindi riprenderà esattamente il 110% e non il 70%

 

 

Di seguito si riporta una tabella di confronto sui vari aspetti considerati per rendere più chiaro:

 

Descrizione Cessione Credito alla Banca  (CC) Mutuo Ristrutturazione (MR) Nota
Complessità Operazione Si Standard CC servono 2 operazioni complesse (prestito ponte e cessione)
Durata procedura Qualche mese Il tempo dell’istruttoria Bancaria CC consta di due operazioni e che verranno perfezionate in momenti diversi
Rischio in solido del Contribuente Si No CC il contribuente risponde finchè il Credito non è estinto
Rischiosità della

operazione

SI Standard La CC essendo un’operazione complessa fino a compimento potrebbero sorgere intoppi
Garanzie SI SI
Iscrizione a Centrale Rischi Si Si //
Costi complessivi 25/30% Meno del 10% //
Disponibilità liquide impegnate dal Contribuente 25/30% 0 Nel Caso di CC il contribuente deve comunque impegnare la quota dell’investimento che non sconta la banca in quanto l’impresa che fa i lavori deve comunque essere pagata per intero.

 

 

Benefici degli interventi Ecobonus 110%

Compreso che se sei un contribuente Capiente ti conviene chiedere un finanziamento e NON CEDERE A NESSUNO IL TUO CREDITO, ma usufruirne direttamente tu.

Ecco gli altri benefici a medio e lungo termine che ti porteranno le migliorie energetiche:

1)           Un MIGLIORE COMFORT ABITATIVO (migliore qualità della aria e della vita nell’abitazione)

2)           VANTAGGI ECONOMICI E MINORI CONSUMI (riduzione dei consumi e quindi dei costi elettrici e termici)

3)           AUMENTO DEL VALORE DELL’IMMOBILE (miglioramento della qualificazione energetica vuol dire aumentare il valore dell’immobile)

4)           UNA SCELTA GREEN (ridurre i consumi o auto prodursi l’energia con fonti rinnovabili inquina meno l’ambiente)

 

 

Conclusioni

Speriamo che questo articolo ti possa aver chiarito un po’ le idee. Sappiamo che è tutto abbastanza complesso, proprio per questo abbiamo scritto questo articolo, per tentare di semplificare il tutto e spiegarti qual è la soluzione migliore per te.

Noi di Novotecna siamo una società benefit ed E.S.C.O. Certificata (guarda il nostro sito per capire meglio cosa vuol dire) e ci occupiamo di Riqualificazione energetica da 30 anni, in più essendo un E.S.C.O. siamo obbligati a garantire i risultati che ti prospettiamo in fase di preventivo.

Come abbiamo già detto, sempre per la massima trasparenza che vogliamo ci contraddistingue possiamo aiutarti a trovare la soluzione specifica per le tue esigenze anche facendoti ottenere il finanziamento per i lavori, che ti permetterà comunque di usufruire direttamente dell’ECOBONUS.

Per maggiori informazioni e preventivi compila il form qui sotto